Giornata dedicata ai food blogger alla Torrefazione Goppion

DSC_1054L’odore del caffè, caldo, deciso, intenso, è uno di quei profumi che ti avvolge in un attimo. Ti fa una carezza e ti dà, anche, una sferzata di energia. È quella sensazione che hai quando tua madre si alza presto la mattina per mettere la moka sul fuoco e tu senti quel gorgoglio familiare dell’acqua che sale. è quando il tuo gatto si sveglia e ti si struscia tra le gambe e tu vorresti restare, ma il giorno ti chiama e devi uscire. Naturalmente dopo il caffè.
Qualche settimana fa è arrivato l’invito da parte della Torrefazione Goppion a partecipare ad un blogger event. Non vedevamo l’ora, anche perché avevamo già avuto modo di apprezzare il loro caffè.
Ad accoglierci Paola Goppion, una donna dal carattere deciso, ma allo stesso tempo dolce e accogliente, che riesce a coniugare molto bene la sua figura di imprenditrice con quella di madre, cresciuta dalla mamma a “caffè e camomilla”.

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Il buon giorno si vede dal caffè

Appena arrivate, ci siamo trovate davanti un buon caffè caldo con biscottini, per iniziare la giornata con più grinta. A proposito, in azienda hanno un vero e proprio bar, che utilizzano per la formazione dei baristi a cui vendono il caffè (gli insegnano come fare il caffè, perché è vero che sono i baristi a venderlo, ma è Goppion che ci mette la faccia).

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A seguire la proiezione di un video sulla storia e la lavorazione del caffè (dove è nato, come si è diffuso, le modalità di raccolta). Abbiamo, così, scoperto che le miscele di caffè sono composte da 4-5 tipi di caffè diversi e che servono dei veri e propri “sommelier del caffè” per correggere le miscele e renderle perfette (uno di questi è Sergio Goppion).

Quando dire caffè non basta
Poi, sono stati presentati i prodotti di punta dell’azienda:

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Caffè Nativo: una miscela 100% Arabica del Centro America con gusto aromatico e corpo leggero. Proviene da agricoltura biologica ed ha una certificazione Fairtrade per il commercio equo-solidale. L’azienda interviene direttamente nei territori di produzione collaborando con le cooperative locali per migliorare gli standard qualitativi del prodotto e renderlo più adatto alla commercializzazione.

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Caffè in filtro o Biondo: miscela composta principalmente da caffè dell’Honduras, del Guatemala e del Brasile, deve il suo nome al colore marrone chiaro che assume dopo la tostatura (molto breve, solo 8-10 minuti). La preparazione in filtro, per caduta, lo rende più diluito e meno forte dell’espresso. Quindi se ne può bere in quantità maggiori. Diventa, quindi, una bevanda “da meditazione”, non qualcosa di mordi e fuggi.

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La tostatura del caffè

In seguito, la visita guidata nei locali dell’azienda, dove abbiamo potuto vedere coi nostri occhi come viene tostato il caffè. I chicchi inizialmente sono di colore verdognolo, piuttosto duri e non sanno assolutamente di caffè.

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Con la tostatura prendono il classico colore bruno e diventano più friabili e profumati.
Entrando nei locali della tostatura si sente un profumo delizioso, come quando prepari la moka e inizia a uscire il caffè.

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Ogni 15 minuti vengono tostati circa 200 Kg di caffè, è impressionante se ci pensate. I chicchi vengono aspirati e passano attraverso una macchina per essere tostati. La macchina contiene all’interno un cilindro di mattoncini con un cesto forato. Ogni tanto un esperto preleva un campione per verificare la condizione dei chicchi. Se sono pronti vengono riversati in un’enorme vasca, da cui esce aria fredda per interrompere la cottura.

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Il coffee tasting: cosa ti dice la lingua?

Ci siamo divertite durante il coffee tasting, momento di condivisione e scambio di opinioni. Abbiamo avuto la possibilità di degustare la miscela per espresso e il Biondo, preparato in quattro tipologie diverse:
moka: la tradizionale, la conoscete già…

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french press: un bricco cilindrico con uno stantuffo che preme su acqua calda e polvere di caffè, una volta versata l’acqua bastano 20-30 secondi di pressione

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v60: si utilizza un filtro direttamente nella tazza, il caffè viene macinato di meno

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filtro: il caffè scende per caduta, purtroppo non lo potete fare a casa perchè serve una macchina apposita (circa 10g di caffè per tazza e 3 minuti e mezzo di attesa)
Accanto all’intramontabile espresso, abbiamo apprezzato molto il Biondo in filtro.

Quando il design parla giovane

Goppion non è solo miscela, ma anche design. Cura, infatti, molto il packaging dei suoi prodotti, spesso affidandosi a giovani artisti. Uno di questi è Nicola Ferrarese, che ha ideato il logo del Biondo, riprodotto a mano disegnandolo con un gesso sulla lavagna e poi fotografandolo.

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Ogni anno, per Natale, viene venduta una lattina decorata in edizione limitata, che contiene una pregiata miscela di caffè etiope. Quest’anno la grafica è dell’australiano Alex Mayers. Alessandra Rossitto è, invece, l’autrice del packaging coffee terapy.

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La giornata si è conclusa con un pranzo insieme a tutte le food blogger, con l’immancabile Paola a fare da cerimoniere. È stata l’occasione di parlare assieme, conoscere i nostri progetti e fare rete. Del resto cibo vuol dire anche condivisione.
Un’esperienza unica, dove la storia di un caffè si fonde con quella di una famiglia. Un’azienda condotta con passione ed amore.

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