Forchette e cuffiette: intervista ai Gazebo Penguins

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Per il secondo appuntamento della rubrica su cibo e musica in collaborazione con Radar, oggi parliamo di cibo con i Gazebo Penguins. Sono un gruppo musicale post-hardcore/emo-core/ravioli-cappelletti italiano formatosi a Correggio nel 2004 e suoneranno al Circolo Mame di Padova venerdì 13 Marzo durante la TO LOSE LA TRACK NIGHT, per il decimo compleanno dell’etichetta.

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Partecipano alla conversazione: Sollo, Capra e il nostro fonico sommelier Chiussi.

“E’ finito il caffè” è il titolo di una vostra canzone, qual è il liquore perfetto per un caffè corretto?

Capra: Che domande! Grappa.

Se veniamo in gita dalle parti di Correggio/Zocca dove ci consigliate di andare a mangiare?

Capra: A Correggio e dintorni ci sono diverse osterie che ci vedono come assidui frequentatori. Per pranzo direi Casali a San Martino in Rio. Per cena, se si vuole qualcosa di più raffinato e “intimo”, l’osteria Tre Spade in centro storico a Correggio, mentre molto più spesso capitiamo all’Antica Trattoria Cognento, che sta pure a 5 minuti di macchina dall’Igloo Audio Factory.
E poi consigliamo anche il ristorante la Badessa, gestito da dei nostri coetanei, musicisti anche loro e fenomenali come ristoratori.
Verso Zocca suggerirei la Santina a Roccamalatina (sia pranzo che cena), a due passi da una bellissimi camminata verso i Sassi del Parco Regionale. Anche se la mia preferita resta la Trattoria Acqua Solforosa, un locale originariamente per i pescatori del laghetto adiacente, imbucatissimo nella frazione di Montecorone di Zocca.

Domanda per Capra, tua moglie è panettiera e fate le pizze da vendere al mercato, tu sei il fuochista e inforni. Quali sono le vostre specialità? Vi aiuta anche vostra figlia Ester?

Capra: Le specialità variano a seconda delle stagione e delle verdure disponibili. Tra poco arrivano gli asparagi e non vedo l’ora di rifare la pizza Bismark. Poi con primavera ed estate in arrivo sarà un tripudio. Ester ci aiuta a mangiare.

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Quali sono i piatti dell’Emilia-Romagna da non perdere?

Sollo: Tortelli verdi e di zucca presso l’Antica Osteria di Cognento
Chiussi: I piatti più importanti dell’Emilia-Romagna sono i prodotti a base di pasta fresca all’uovo (tortelli-tortellini-cappelletti-tagliatelle e lasagne) ed i prodotti elaborati di maiale (cotechino-zampone-cappello del prete)

Con quali vini li accompagnate?

Chiussi: Tendenzialmente sono tutti piatti grassi e saporiti che ben si abbinano alla acidità aiutata dalle bollicine e dalla morbidezza del lambrusco
Sollo: tipo il Lambrusco Tirelli DOC

Dalle vostre parti sono rimaste ancora tanti bar e osterie tradizionali?

Chiussi: Si, ce ne sono molte, alcune di queste che mantengono le ricette tipiche delle vecchie sdore.
Sollo: si in effetti un botto

Il piatto più buono che avete mangiato durante i vostri concerti? E in quale posto?

Sollo: Cinghiale alla cacciatora da Nonno Poldo a Roncobilaccio
Chiussi: La volta che abbiamo mangiato meglio in assoluto AD UN concerto, credo sia stata a Monopoli al Dirockato, (pesce, orata e branzino al sale) oppure la fiorentina ad Arezzo, quando suonammo con Johnny Mox. Putroppo prima dei concerti non capitano spesso piatti interessanti. Se vale anche a pranzo tra una data e l’altra, proporrei la trattoria Madonetta a Marostica oppure un’osteria in cui facemmo degustazione di grappe vicino a Trezzo sull’Adda, Visconti credo si chiamasse.
Capra: un’altra volta capitammo per errore in un ristorante sciccosissimo che si chiamava la Sala della Comitissa. Avevamo pure fretta ma non riuscimmo ad alzarci da tavola prima di 4 ore. Però fu una bomba.

E per concludere la domandona: Ravioli o cappelletti?

Sollo: CAPPELLETTI
Chiussi: Son buoni entrambi, ma per tradizione ovviamente i cappelletti.
Capra: Ravioli.

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