Intervista a Morning Tea

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“Morning Tea è una chitarra acustica in una stanza nell’ East End di Londra. Condensa sulla finestra, vengo e foglie che cadono.
Morning Tea è una chitarra acustica in una stanza nell’ East End di Londra. Condensa sulla finestra, vengo e foglie che cadono. Poi torna il sole. Per un po’. Un thè caldo, dei biscottini e una sigaretta fatta a mano mentre sul piatto gira Nick Drake.
Morning Tea è la prima cosa del mattino, fra la nostalgia di posti mai visti e la magnifica ordinarietà della vita di tutti i giorni.
Morning Tea sono Clarks in cammino sull’asfalto bagnato delle strade di Hoxton, di Sesto San Giovanni o di chissà dove, poco importa.Morning Tea è Mattia Frenna, classe 1988, già “chitarra gentile” dei Motel 20099.
E’ uscito a settembre il suo album d’esordio via Sherpa Records: una raccolta di canzoni essenziale, calma e gentile… Come il thè del mattino.”

Il tuo nome mi è piaciuto tantissimo perché sono una tea lover e per me il tè del mattino è un rituale sacro.  Come lo hai scelto?
Cercavo qualcosa che prima di tutto suonasse bene e che rendesse l’idea del  contesto all’interno del quale si è sviluppato il progetto. Era dicembre di un paio di  anni fa, vivevo in un appartamento popolare ad Hoxton, East London…i giorni erano freddi, umidi e opachi, riflessivi e malinconici…giorni bellissimi tutto sommato…ecco mi sembrava che “morning tea” evocasse tutto questo in maniera perfetta.

Che tipo di tè preferisci e che musica ascolti mentre lo bevi?
Tè nero, è l’unico che riesco a bere…magari con del latte…Io ascolto un sacco di  musica diversa, diciamo che dal momento in cui metto l’acqua nel bollitore al  momento in cui giro lo zucchero si può passare agilmente da Elliott Smith ad Alva Noto…. 

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Una cena segreta ed una cucina nascosta

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A giugno mi è arrivato un invito speciale per partecipare ad una cena underground in un meraviglioso giardino, organizzata dal Blog La Cucina Nascosta. In questa intervista la food blogger Carlotta Bertazzi ci racconta cos’è  una Secret Dinner, un fenomeno molto diffuso in Inghilterra.

Carlotta raccontaci la storia del blog La Cucina nascosta
La Cucina Nascosta é nata dalla mia passione per la cucina e per tutto ciò che sa di buono, nasce come piattaforma per farmi conoscere in una città appena diventata la mia città. Nella realtà é nata una sera di novembre sul divano di casa…50g di gioco, 25g di avventura, 25g di nuova sfida!

La Cucina Nascosta, non solo food blog, ma anche organizzazione di eventi come la Secret Dinner. Cos’è una Secret Dinner e da dove nasce l’idea di organizzarne una?
l blog in realtà mi é servito per partire, per darmi coraggio e per buttarmi in un’avventura che non avevo il coraggio di intraprendere sul serio. Ma da subito il mio desiderio é stato quello di organizzare una cosa nuova. I secret supper club sono una realtà sempre più importante nei paesi anglosassoni, nella mia testa rappresentano i vecchi circoli circoli segreti. Mi piace l’idea di accogliere un gruppo di persone che non si conoscono tra di loro, di veder nascere dei nuovi rapporti e soprattutto mi piace sapere che la magia di una serata ben riuscita abbia avuto come ingrediente fondamentale anche il cibo preparato da me. I supper club sono delle cene organizzate in case private e la location di solito viene svelato solo a poche ore dalla cena stessa.
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8 leghe sotto i mari a Vicenza

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“Con quale furore ci spingemmo allora contro quei mostri! Eravamo fuori di noi. Dieci o dodici polpi avevano invaso la piattaforma del battello. Ci scagliammo alla rinfusa in mezzo a quei tronconi serpentini che sussultavano sulla piattaforma in un mare di sangue e di inchiostro (…)
Presi dalla foga continuavamo a colpire quando un lieve e gradevole profumo si impadronì della nostra attenzione.
Fu lampante la scena… quei due mascalzoni… vestiti da cuochi per giunta! Noi a rischiare la vita e loro nelle retrovie a raccogliere brandelli per poi sperimentare nuove pietanze da servire sul Nautilus! Sebbene poi, del Nautilus, rischiasse di non restare nulla!”
(Jules Verne, 20.000 leghe sotto i mari)

 

I racconti di Jules Verne, così come quelli di Salgari, mi hanno sempre affascinata fin da bambina. Sarà forse perché, come ogni bambina, sognavo l’avventura, i viaggi, la scoperta di terre lontane. O forse perché mio padre mi ha sempre parlato con passione e una certa nostalgia, sentimento che allora ancora non comprendevo, delle storie che avevano segnato la sua infanzia, che parlavano di pirati, di luoghi esotici, di battaglie e di avventurose spedizioni ai confini del mondo.
Così, quando ho sentito parlare di una trattoria che aveva pensato a delle serate culinarie dedicate ai capolavori di Verne non ho potuto fare a meno di provare!… 

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