8 leghe sotto i mari a Vicenza

baracca 6

“Con quale furore ci spingemmo allora contro quei mostri! Eravamo fuori di noi. Dieci o dodici polpi avevano invaso la piattaforma del battello. Ci scagliammo alla rinfusa in mezzo a quei tronconi serpentini che sussultavano sulla piattaforma in un mare di sangue e di inchiostro (…)
Presi dalla foga continuavamo a colpire quando un lieve e gradevole profumo si impadronì della nostra attenzione.
Fu lampante la scena… quei due mascalzoni… vestiti da cuochi per giunta! Noi a rischiare la vita e loro nelle retrovie a raccogliere brandelli per poi sperimentare nuove pietanze da servire sul Nautilus! Sebbene poi, del Nautilus, rischiasse di non restare nulla!”
(Jules Verne, 20.000 leghe sotto i mari)

 

I racconti di Jules Verne, così come quelli di Salgari, mi hanno sempre affascinata fin da bambina. Sarà forse perché, come ogni bambina, sognavo l’avventura, i viaggi, la scoperta di terre lontane. O forse perché mio padre mi ha sempre parlato con passione e una certa nostalgia, sentimento che allora ancora non comprendevo, delle storie che avevano segnato la sua infanzia, che parlavano di pirati, di luoghi esotici, di battaglie e di avventurose spedizioni ai confini del mondo.
Così, quando ho sentito parlare di una trattoria che aveva pensato a delle serate culinarie dedicate ai capolavori di Verne non ho potuto fare a meno di provare!… 

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